La Coppa dell'Ankh



[...] Bashir rivelò alla ragazza una leggenda che ancora serpeggia nella terra del sole e della sabbia, legata all’Ankh: una coppa che donerebbe immortalità all’anima e la possibilità di rinascere in altro corpo; la guardia sembrava conoscere anche l’ubicazione esatta di tale coppa, seppellita in una tomba assieme al suo destinatario. 
Per Aidha, Bashir era la risposta a ogni sua preghiera e, una notte, con la complicità del buio, i due si cimentarono nell’impresa, aiutati da un nugolo di uomini fidati. 
Un attimo prima di consegnarle la coppa con l’elisir dell’immortalità, Bashir mise in guardia Aidha: «L’Ankh ha un prezzo. Se, ora, tu berrai da questa coppa, la tua anima si reincarnerà ma il tuo sangue dovrà essere versato.» [...]



L'ankh (☥), conosciuto anche come chiave della vita e croce ansata, è un antico simbolo sacro egizio che essenzialmente simboleggia la vita. Gli dèi sono spesso raffigurati con un ankh in mano, o portato al gomito, oppure sul petto. 
L'ankh appare di frequente nelle opere artistiche dell'antico Egitto. Nelle raffigurazioni divine appare come caratteristica delle stesse divinità, ad indicare la natura ultraterrena e l'eterna esistenza di esse. In quanto è la vita il suo significato principale, abbinato agli dèi ne indica la natura di forze cosmiche, generatrici dell'universo e dunque della vita. 
L'ankh veniva utilizzato in particolare come amuleto, capace di infondere salute, benessere e fortuna. Spesso alla morte di una persona, che venisse mummificata o meno, l'ankh era un elemento fondamentale, con il quale il corpo doveva essere sepolto. Un altro uso frequente dell'ankh era quello che lo vedeva in funzione di specchio, nel quale il vetro riflettente era posto nell'ansa.
La Croce ansata , o Ankh, ebbe una notevole importanza nell’antico Egitto come simbolo che ricordava il dono della vita e anche l’immortalità. Il termine ankh significa “vita “ o anche “ chiave di Iside”o “chiave dei grandi misteri” e in genere questo significato acquista un indiscutibile potere magico ed è sintomatico che i sacerdoti egizi in certi bassorilievi siano raffigurati nell’atto di donare con l’Ankh l’energia vitale capace di concedere l’immortalità ai defunti. 
Per questo la Croce Ansata ha un valore talismanico di indubbio valore.
L'ankh è stata disegnata anche su determinate coppe e la leggenda sostiene che, se si beveva al suo interno, si poteva ottenere il dono dell'immortalità.

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